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Museo Canova

Museo - Gipsoteca

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Museo Gipsoteca Canova

La Gipsoteca

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La parola Gipsoteca deriva dal greco e significa “raccolta di gessi”. Quella di Possagno raccoglie i modelli originali delle sculture di Antonio Canova.

Il vescovo S.E.M. Giovanni Battista Sartori Canova (Crespano del Grappa 18 agosto 1775- 17 luglio Possagno 1858), fratello di Antonio Canova, volle erigere un Museo che potesse ospitare tutte le opere presenti nello studio romano di Via delle Colonnette. Le opere furono trasferite da Roma a partire dal 1826, quattro anni dopo la morte dello scultore, quando lo studio romano fu chiuso e ceduto e le sculture ivi conservate furono trasportate a Possagno. Con la partecipazione del bassanese Pietro Stecchini, tutti i gessi furono sezionati e collocati in casse, con l’ausilio di carri trainati da cavalli e da buoi, le opere furono imbarcate a Civitavecchia e dopo settimane di trasporto, da Marghera, furono ricoverate a Possagno, in attesa della costruzione di uno spazio adibito all’esposizione dell’intera collezione.  Nella prospettiva di Sartori Canova vigeva il concetto di riproporre l’esposizione delle opere come all’interno dell’atelier dello scultore. Lui stesso stabilì la dispozione delle sculture. L’edificio fu progettato dal “professore di architettura all’Accademia di Belle Arti di Venezia” Francesco Lazzari (1791-1871). I lavori iniziarono nel 1834 e furono completati nel 1836. L’allestimento delle opere, dopo le amorevoli cure dello scultore Pasino Tonin, primo conservatore della Gipsoteca, venne completata nel 1844: tutte le statue avevano i loro piedistalli, “tinti in lumachella”.
L’attuale sistemazione della Gipsoteca è il frutto di un rispetto assoluto dello spirito museologico di Giovanni Battista Sartori Canova, con le variazioni allestitive conseguenti ai danni e alle azioni preventive dei due conflitti mondiali conclusisi nel 1914-1918 e 1939-1945. Successivamente sono state apportate delle variazioni con la costruzione del nuovo spazio antistante l’aula basilicale attuato da Carlo Scarpa, nel 1957, che provvide anche alla sistemazione del Monumento di Maria Cristina d’Austria e all’allestimento dello spazio da lui progettato.

 

 

 

 

 

Bibliografia: G. Pavanello, La Gipsoteca di Possagno, in Antonio Canova, Venezia 1992, pp. 361-367; G. Delfini Filippi, La Gipsoteca nel XX secolo. Note d’archivio, in Antonio Canova, Venezia 1992, pp. 369-375.