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La mostra Canova e il dolore è eccezionalmente prorogata fino all’8 gennaio 2023 Vai alla pagina
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Aperto oggi 09:30-18:00

Antonio Canova
Venere italica

1804-1807
Gesso

Collocazione
Gypsotheca, Ala ottocentesca

Antonio Canova realizza più di una scultura raffigurante la dea Venere. La prima fu realizzata come compensazione per il trasferimento in Francia della Venere de’ Medici, portata al Louvre nel 1802 in seguito al Trattato di pace di Tolentino, sottoscritto da papa Pio VI. A tale scultura l’artista si ispirò idealmente, quasi per una sorta di devozione spirituale, e cercò di reinterpretarne la bellezza della carne, il suo palpitante atteggiamento, l’insolito movimento reso attraverso un’articolazione flessuosa del corpo e una calibrata attenzione agli accenni delle forme. Quella di Canova fu un’invenzione quasi ‘implicita’, compresa nel suo tentativo di rinnovamento dell’estetica scultorea neoclassica: invece di produrre una copia di un marmo antico egli preferì cimentarsi in una nuova proposta. La sua Venere ‘d’invenzione’ la chiamò “italica”, quasi a rivendicare un forte orgoglio nazionale per un popolo che si era visto sottrarre il proprio patrimonio culturale.

● Numero inventario
207

● Dimensione
176x60x58 cm

● Proprietà
Fondazione Canova onlus, Possagno (TV)

● Marmo
Monaco (DE), Residenzmuseum
Firenze (IT), Galleria Palatina