Una donazione che guarda al futuro
Le collezioni di un museo non sono entità statiche. Crescono, si trasformano e si arricchiscono nel tempo anche grazie a gesti di responsabilità e condivisione. È in questa prospettiva che il Museo Gypsotheca Antonio Canova accoglie una nuova e significativa donazione: una matrice calcografica in rame, incisa all’acquaforte nel 1820 da George Hayter.
La matrice, realizzata per la stampa dell’Assunta di Tiziano conservata ai Frari di Venezia, rappresenta un prezioso esempio della grafica ottocentesca e del dialogo tra pittura e incisione. Si tratta quindi di uno strumento che racconta il processo creativo, la diffusione delle immagini e il ruolo dell’incisione nella circolazione delle opere d’arte.
Incidere una matrice significava rendere un’immagine replicabile, accessibile, capace di viaggiare nello spazio e nel tempo. In questo senso, la matrice è una testimonianza diretta di un modo di pensare l’arte e la sua trasmissione.
Il gesto della donazione
La matrice è stata donata al Museo da Alessio Costarelli, che ha scelto di affidarla a un’istituzione affinché possa essere conservata e valorizzata nel tempo. Un gesto che va oltre il semplice trasferimento di proprietà e che si inserisce in una visione condivisa di tutela e accessibilità del patrimonio culturale.
Grazie alla donazione, l’opera entra stabilmente nelle collezioni del Museo Canova, diventando parte di un patrimonio comune e disponibile per la comunità scientifica e per il pubblico.
Alessio Costarelli, il presidente di Fondazione Canova Massimo Zanetti e la direttrice del Museo Moira Mascotto
La matrice di George Hayter entra nelle collezioni del Museo Canova
Conservazione, studio, valorizzazione
Come previsto dall’accordo di donazione, la matrice è stata affidata all’Istituto Centrale per la Grafica, Dipartimento per la Valorizzazione del Patrimonio Culturale – Direzione Generale Musei, per essere sottoposta a un intervento di restauro conservativo. L’operazione ha avuto l’obiettivo di garantire la tutela materiale dell’opera e la sua corretta trasmissione nel tempo.
Prima del restauro, la lastra in rame si presentava in condizioni conservative complesse e segnate dal tempo. La superficie era scurita da una diffusa ossidazione e mostrava numerosi segni di corrosione, in alcuni casi profondi, dovuti sia all’invecchiamento del materiale sia a precedenti interventi non adeguati. I solchi incisi risultavano parzialmente colmi di inchiostro e di residui di prodotti abrasivi, mentre graffi, macchie e colature di sostanze liquide alteravano la leggibilità dell’immagine.
Il restauro ha permesso di recuperare la matrice attraverso una pulitura accurata e progressiva, studiata per rispettare il metallo e i segni originali dell’incisione. Dopo la rimozione dei depositi e dei prodotti di corrosione, la superficie è stata stabilizzata e protetta, restituendo chiarezza alla trama incisoria e garantendo alla lastra una conservazione più sicura per il futuro.
Un patrimonio che cresce
La donazione della matrice di George Hayter arricchisce le collezioni del Museo Canova e rafforza il dialogo tra opere, tecniche e linguaggi artistici. Allo stesso tempo, testimonia il ruolo fondamentale delle donazioni private nella costruzione di un patrimonio culturale condiviso, capace di parlare al presente e alle generazioni future.
Accogliere un’opera significa prendersene cura, studiarla e renderla parte di un racconto più ampio. È in questo equilibrio tra conservazione e apertura che il Museo continua a svolgere la propria missione culturale.
La matrice prima e dopo il restauro