Storie dal Museo: Adone e Venere

ADONE E VENERE

Come ogni sabato, #StorieDalMuseo! Scopriamo i miti raffigurati nelle sculture di Antonio Canova con tutta la famiglia, colorando i bellissimi disegni di Valentino Villanova.

 

Adone era un giovane ragazzo dell’antica Grecia, bello e affascinante. Nel suo tempo libero amava cacciare nei boschi. Un giorno Venere, la dea della bellezza, guardando Adone passeggiare nei boschi, fu graffiata per sbaglio da una delle frecce di Cupido. Venere si innamorò così perdutamente del giovane ragazzo. Purtroppo però questo giovane amore suscitò la rabbia e la gelosia di Marte, il dio della guerra.

Come avrebbe potuto fare per riprendersi la sua bellissima Venere? Il piano era semplice: avrebbe solo dovuto trasformarsi in cinghiale e durante una battuta di caccia avrebbe inferto ad Adone un colpo mortale e così, il ragazzo, sarebbe morto.

Questo successe. Un giorno, durante una battuta di caccia, il giovane Adone incontrò un cinghiale, Marte in realtà, che lo ferì mortalmente. Venere, appena sentiti i lamenti dell’amato accorse subito in suo aiuto, ma purtroppo, non ci fu nulla da fare. Adone era ormai morto e fu costretto a scendere nel mondo degli inferi, nell’aldilà.

Venere era disperata, non avrebbe più potuto vedere il suo amato.

 

 

La coppia però impietosì Zeus, il dio più potente dell’Olimpo e permise al ragazzo di ritornare da Venere. Per sempre? Purtroppo no, i due erano costretti a vivere lontani per sei mesi all’anno, mentre ogni primavera Adone poteva ritornare nel mondo dei vivi e riabbracciare la sua tanto amata Venere e trascorrere così con lei una parte dell’anno. Ogni autunno invece, con i primi freddi, Adone avrebbe dovuto ritornare da Proserpina, la regina dell’oltretomba.

Una curiosità: dalle lacrime versate da Venere che caddero sul sangue versato da Adone nacquero dei bellissimi fiori che noi oggi chiamiamo anemoni!

E così avete capito come l’alternarsi delle stagioni ci parli d’amore. Quando Adone ritorna sulla terra portando con sé l’amore per Venere, porta il calore dei sentimenti e quindi la primavera e l’estate, mentre, i mesi in cui i due sono costretti a rimanere lontani, senza amore, sulla terra, cadono le foglie dagli alberi e si accorciano le giornate, arriva l’autunno e poi l’inverno.

Vi è piaciuta la storia? Beh, adesso potete curiosare tra le sculture del Museo per scoprire come Antonio Canova abbia deciso di rappresentare questa storia. Collegatevi al sito www.canovaexperince.it ed entrate in Gypsotheca grazie al Virtual Tour….

Fatto?

Aprite la porta e la prima scultura che vedrete sarà proprio quella di Adone e Venere. Il giovane è seduto e sorregge Venere che gli sta mettendo sulla testa una ghirlanda di fiori; i due sono felici e si sono finalmente incontrati dopo la lontananza. Adesso, fate un giro intorno alla statua e vedrete come sul fianco destro di Adone ci sia un piccolo amorino che con arco e frecce guarda curioso questa scena!

 

Scoprite tutti i disegni delle sculture del Museo da colorare!

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