Se trovo chiuso il Tempio di Possagno…

Ogni tanto c’è qualche turista che si lamenta per essere arrivato di lunedì a Possagno e di aver trovato il Tempio chiuso.

E vorrei vedere! Il Tempio è aperto per trentasei ore ogni settimana, dal martedì alla domenica compresi; almeno una pausa di lunedì ci sta!

Però, se capita di visitare il Tempio solo da fuori, la sua bellezza e il suo valore architettonico e artistico è sensazionale. Praticamente unico, almeno nel panorama monumentale veneto.

Il Tempio è la chiesa parrocchiale di Possagno che Antonio Canova ha voluto progettare, costruire e pagare come dono alla sua comunità natale.

Sorge su un’altura soleggiata, sulla riva sinistra della valle di San Rocco, a 342 metri sul livello del mare e a 350 metri dalla Casa natale dell’artista.

Sta ai piedi del Col Draga e del monte Palòn, due rilievi del vastissimo massiccio del Grappa, ben noto per le vicende della Prima Guerra mondiale.

Il Tempio poggia su tre ampie gradinate di diversa pendenza e su un vasto acciottolato di cògoli tondeggianti bianchi e nerastri, raccolti sul greto del fiume Piave e disposti in artistiche forme geometriche.

L’acciottolato e la gradinata più esterna, come anche il piazzale e l’ampio stradone di accesso, sono stati progettati, a metà dell’Ottocento, dall’architetto feltrino Giuseppe Segusini. Attorno a quella data, secondo il progetto dell’ingegnere asolano Francesco Martignago, risale anche il robusto campanile che sorge prossimo alla valle di San Rocco e che viene tuttora utilizzato per segnare con i rintocchi le ore del giorno e della notte e per chiamare i fedeli alle funzioni religiose.

Nel Tempio di Canova si possono chiaramente distinguere tre elementi architettonici, l’uno inserito nell’altro come parti armoniche in ideale successione: l’atrio con il colonnato (ispirato al Partenone di Atene), il corpo centrale (molto simile al Pantheon di Roma) e l’abside dell’altare maggiore elevata di sei gradini rispetto agli altri due elementi.

Queste tre parti possono essere considerate i simboli di tre età della Storia umana: la civiltà greca, la cultura romana e infine il Cristianesimo, compimento redentivo di ogni singolo uomo e di tutto l’Universo, che trova il suo significato più profondo nel mistero della Trinità, ricordato nella scritta del frontone DEO OPT MAX VNI AC TRINO (Tempio dedicato a Dio Ottimo Massimo, Uno e Trino). Sopra la scritta sono state collocate sette metope in marmo con scene scolpite dell’Antico e del Nuovo Testamento. Le hanno realizzate da modelli in gesso del Canova (che si trovano all’interno del Tempio) sette artisti veneti: Bartolomeo Ferrari (la Creazione del Mondo), Luigi Zandomeneghi (la Creazione dell’Uomo), Jacopo de’ Martini (l’Uccisione di Abele), Giacomo Spiera (il Sacrificio di Isacco), Gaetano Ferrari (l’Annunciazione), Andrea Monticelli (la Visitazione), Antonio Bosa (la Presentazione al Tempio). A dire il vero, Canova avrebbe voluto comporre 27 metope per coprire l’intero architrave, ma negli ultimi anni di vita (1820-22) riuscì a comporre solo questi sette soggetti tradotti poi in pietra negli anni successivi alla sua morte.

Il diametro esterno del corpo circolare del Tempio è di m. 35,76; quello interno è di m. 27,81 (lo spessore dei muri è quindi di circa otto metri, parzialmente utilizzato dai corridoi interni e dalle scale di accesso alla cupola).

L’atrio è lungo 27,81 (esattamente come il diametro interno e come l’altezza del Tempio) ed è largo 9, 27 metri (un terzo esatto della lunghezza).

Il pronao è sorretto da 16 colonne, disposte in doppia fila, d’ordine dorico come il capitello, sostenenti l’architrave di ordine attico.

La pietra delle colonne è la lumachella (si chiama così perché questo materiale calcareo è ricco di gusci di conchiglie) e proviene dalle cave, oggi dismesse, della borgata di Costalunga, in comune di Cavaso, visibile anche dall’atrio del Tempio.

Ogni colonna, di slancio rastremato, misura in altezza metri 10,14.

Il portone d’entrata al Tempio è sostenuto da due formidabili stìpiti monolitici in lumachella, alti ciascuno m. 7.03, larghi m. 1,04 e dello spessore di centimetri 51. L’architrave del portone è lungo m. 4,40.

Le due porticine laterali di ridotte dimensioni, al cui accesso il fedele è quasi costretto a chinare il capo, sono ricavate entro due grandi nicchie.

Dal Tempio di Possagno, è possibile ammirare verso Est tutta la Valcavasia che si prolunga fino al fiume Piave. Oppure, verso Ovest, si può salire l’erta e monumentale Via Crucis donata da Pio X alla Comunità di Possagno. Infine, per gli appassionati di escursioni montane dal Tempio partono i sentieri per Caldoje, per il Col di Draga e il Palòn.

 

Giancarlo Cunial

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