Quanto ci metteva Canova a scolpire le sue opere?

Non è facile dire con esattezza quanto tempo ci impiegava Canova per realizzare una statua. Ci sono statue che Canova ha finito in poche settimane e altre che sono state finite dopo anni e anni dall’inizio. Sia perché le statue sono di diverse dimensioni: un busto, probabilmente, lo concludeva prima di un gruppo colossale, sia soprattutto perché le opere non nascevano direttamente nel marmo.
Come ben sappiamo, Canova cominciava a creare l’opera dal disegno, poi ne faceva un bozzetto in terracotta per vederne l’effetto tridimensionale. Poi cominciava a farlo, a grandezza naturale, usando l’argilla, che è un materiale malleabile, facilmente modificabile. Quando finalmente aveva concluso l’opera in argilla, faceva fare alla sua bottega il gesso: prima una colata sopra l’argilla per creare il calco negativo, poi faceva levare l’argilla per provvedere ad una seconda colata di contro-calco.
Infine faceva collocare i chiodi di repere sulla superficie del gesso per poterne prendere le misure e trasferirle, triangolo dopo triangolo, nel marmo.
Un processo che ha dell’incredibile e che Canova ha seguito praticamente per tutta la vita, evitando di scolpire direttamente nel marmo (che infatti è una copia del gesso) e passando così, step by step, dal disegno all’argilla, dal gesso al marmo.
E dunque: per calcolare il tempo che c’è voluto per fare un’opera, si deve cominciare a contare da quando Canova ha realizzato il gesso o si deve partire invece dall’argilla? O, addirittura, dal bozzetto in terracotta? Se non addirittura dal disegno? Qualcuno propone di partire dalla commissione: quando cioè l’acquirente ordina all’artista l’opera, da allora comincia il processo creativo che conduce alla nascita della statua, magari molti anni dopo.
Qualche esempio:

TESEO SUL MINOTAURO
Nel dicembre 1780, Canova ricevette dall’ambasciatore Gerolamo Zulian, su suggerimento di Hamilton, la commissione del “Teseo vincente sul Minotauro”. L’artista si mise subito a disegnare parecchie figure per capire quale meglio avrebbe rappresentato il soggetto scelto. Ne fece prima un modellino piccolo, in gesso (lo si ammira nel Museo di Possagno; ce n’è una copia alla Querini Stampaglia di Venezia) e, finalmente, alla fine del 1781, ne completò il modello in gesso, a grandezza naturale (che si può vedere a Possagno, nella Gipsoteca). E intanto era passato quasi un anno.
Nel frattempo, aveva fatto arrivare dalle alpi Apuane il blocco di marmo che gli aiutanti di bottega avrebbero presto sgrossato prima che Canova vi trasferisse, coll’apposito pantografo, le misure segnate dalle repere del gesso. Ma i lavori sulla statua dovettero fermarsi perché nel frattempo era stata commissionata a Canova un’altra opera (l’Apollo che si incorona). Nell’autunno del 1782, Canova si rimise all’opera sul marmo del Teseo che terminò nel marzo del 1783. In tutto, dalla commissione di Zulian al marmo finito) erano passati 28 mesi. Ma di puro lavoro sull’opera Canova ne impiegò forse non più di una ventina….

MONUMENTO A TIZIANO
Nell’autunno 1790, ancora Gerolamo Zulian, commissionò a Canova un monumento a Tiziano per la chiesa veneziana dei Frari. Era un’opera colossale che avrebbe richiesto una raccolta di fondi eccezionale: il contratto prevedeva la spesa di settemila zecchini da raccogliere con 70 sottoscrittori di 100 zecchini ciascuno, pagabili in due rate, l’una entro l’aprile 1794, l’altra prima dell’aprile 1795.
Nel marzo 1791, Zulian individuò l’area dove piantare la colossale opera all’interno della basilica dei Frari, mentre l’artista, già dal 1790 aveva già cominciato a fare diversi modelletti in terracotta a forma piramidale (due di questi sono esposti a Possagno). Ma improvvisamente il progetto venne abbandonato per la sopraggiunta morte di Zulian. L’idea (o l’invenzione, come si diceva allora) venne ripresa, quando l’imperatore d’Austria, Alberto di Sassonia, ordinò a Canova il sepolcro per la consorte Maria Cristina, nella chiesa degli Agostiniani di Vienna (1799-1806). E dopo la morte di Canova, per la tomba a lui innalzata… ai Frari, proprio nel luogo che all’inizio era stato previsto il monumento a Tiziano.
Si capisce che un’opera così è difficile dire in quanto tempo è stata fatta: ogni statua convive con le vicende storiche e sociali che l’hanno vista nascere, con le esigenze del committente e con i costi di realizzazione.

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