LE LETTERE DI ANTONIO CANOVA

Tre originali epistole autografate da Antonio Canova sono preziosamente custodite all’interno della Casa natale dello Scultore. Le lettere sono di particolare rilievo nell’approfondimento della figura dell’Artista e dei contatti che ha avuto con numerosi personaggi illustri.

La prima lettera è indirizzata a Giovanni Zardo detto Fantolin, direttore dei lavori per il Tempio canoviano e cugino di Canova.  La lettera testimonia il rapporto tra l’Artista e il pittore Lattanzio Querena. Querena nasce a Clusone (Bergamo), ma si forma a Verona e a Venezia. Fedele alla tradizione veneta settecentesca, il Pittore è sensibile alle suggestioni neoclassiche proprio grazie al contatto con Canova. Nel 1828 Querena realizza il Ritratto di Antonio Canova. La tela è stata commissionata dal conte Tadini ed era parte di un ciclo di “uomini illustri”. Il conte Tadini e il figlio Faustino conoscono Canova a Roma nella primavera del 1794. Entrambi i Tadini dedicano due volumetti all’Artista che, come ringraziamento, dona alla famiglia il bozzetto in terracotta con “La Religione”. Canova realizza anche una stele in memoria di Faustino, che scompare prematuramente nel 1799, travolto nel crollo di un’ala del palazzo di Lovere durante i lavori di ristrutturazione. “La Stele Tadini” rappresenta forse l’ultimo capolavoro dell’Artista.

 

 

 

La seconda lettera è stata scritta dallo stesso Canova il 26 settembre 1822 dalla sua città natale e inviata a Roma ad Anna Teresa Riberti Giorgi. L’Artista si congratula con la signora Anna Teresa e preannuncia il suo arrivo a Roma insieme al fratellastro Giovanni Battista Sartori. Canova non farà mai questo viaggio perché morirà pochi giorni dopo, il 13 ottobre 1822. La lettera è fondamentale perché documenta la presenza dell’Artista a Possagno qualche giorno prima di morire e testimonia che non aveva il presentimento che la morte fosse così vicina.

L’ultima lettera esposta nella Casa natale è firmata da Canova ma presenta una calligrafia diversa, probabilmente quella del fratellastro. Lo Scultore possagnese invia al Re delle Due Sicilie rami, disegni finiti e due giochi di scacchi. Probabilmente i disegni sono studi per la realizzazione della statua equestre di Napoleone in Piazza del Plebiscito a Napoli. A seguito della caduta di Napoleone e del successivo insediamento di Ferdinando I delle Due Sicilie, Canova viene incaricato di cambiare il soggetto da Napoleone a Carlo III di Borbone. Ferdinando I commissiona a Canova anche una colossale statua, esposta oggi al Museo Archeologico Nazionale di Napoli. “Il Ferdinando come Minerva” rappresenta il re avvolto in un mantello e con il capo coperto dall’elmo di Atena. Nelle scuderie del Museo canoviano sono presenti il  modello in gesso colorato del cavallo per il monumento equestre di Carlo III e il bozzetto per la statua di Ferdinando I.

 

 

Ringraziamo per il generoso deposito il prof. Luca Miani.

Scopri come sostenere il Museo Gypsotheca Antonio Canova: www.museocanova.it/sostieni-il-museo/

 

Di Anna Paccagnella

 

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