La Pala del Tempio di Possagno

DOV’È IL CENTRO DEL TEMPIO
Si è conclusa la settimana delle celebrazioni del Tempio canoviano di Possagno, a 200 anni dalla sua fondazione, avvenuta domenica 11 luglio 1819, con la posa della prima pietra.
C’è stato un programma ricco di eventi culturali e religiosi, come si conviene a questa chiesa diventata il simbolo stesso di Possagno. Elemento fondamentale dello skyline dell’intera Valcavasia, luogo frequentato dai fedeli e dai turisti che, da tutto il mondo, arrivano in continuazione nel piccolo paese natale di Canova.
Molti visitatori si chiedono quale sia l’elemento caratteristico e fondamentale del Tempio: forse la cupola altissima a cassettoni dorati che termina nel grandioso occhio centrale?
Oppure la Tomba monumentale dove è sepolto Canova e suo fratello Sartori?   
La Cupola e la Tomba sono elementi importanti ma non centrali. Come non sono centrali gli altari della rotonda (che sono appunto “laterali”) né la Pietà in bronzo…
Centrale invece è l’Altare maggiore, centro della celebrazione eucaristica (non dimentichiamo che il Tempio è una chiesa!) e la sua immensa Pala che lo sovrasta e che rappresenta la Deposizione di Cristo dalla Croce (completato da Canova nel 1822)
Il corpo di Cristo diafano e cadaverico sta inerte sul cataletto: la morte lo ha avvolto e finito.
Tutto sembra finito. Tutto.
Gli Apostoli e le pie Donne piangono e si incupiscono per la perdita del Maestro, nudo e finito.
“Tutto è compiuto” dicono le Scritture: persino gli Angeli sembrano urlare e disperarsi (ce n’è uno che si mette addirittura le mani nei capelli: per noi occidentali, quando uno si mette le mani nei capelli vuol dire che davvero non ha più nessuna speranza a cui aggrapparsi…).
Ma c’è qualche elemento, in quel dipinto, che fa sperare, anche in quella disperata visione di morte: la Madonna, centrale, con le braccia allargate.
La Madonna sembra un triangolo rivolto al Cielo, una lancia proiettata verso Dio-Padre.
Dio, a sua volta, appare nell’alto della tela, con il Volto fiammeggiante di luce e le braccia allargate nell’atto di accogliere lo Spirito Santo (la Colomba che sta salendo verso di lui) e lo stesso Cristo (che infatti tra poco si rianimerà, risorgerà dalla morte e ascenderà al Cielo).
Dopo quella morte dolorosa, si “ricongiungerà” infatti la Trinità del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo nell’unico Dio.
E c’è un ultimo elemento da considerare, quasi invisibile ad un occhio distratto: ma tra Terra e Cielo, nella sinistra di chi guarda la tela, compare proprio il Tempio di Possagno.
Si vedono infatti, appena tratteggiate, le colonne della facciata del Tempio, faticosamente percettibili dall’occhio umano in quella fosca tenebra che la morte di Cristo sembra inspessire.
Questa Pala è il centro del Tempio di Possagno.
Giancarlo Cunial

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