Il Restauro della Gypsotheca: inquadramento storico

La Gypsotheca di Canova a Possagno è nata nel 1834 per ospitare la collezione completa dei modelli originali in gesso che si trovava nello Studio di Canova a Roma, quando morì l’artista.

La grandiosa galleria, a forma di basilica, venne fatta costruire dal fratello di Canova, Giovanni Battista Sartori, su progetto dell’architetto veneziano Francesco Lazzari.   

Per tutto l’Ottocento, grazie anche alla presenza di due conservatori e artisti di grande qualità, Pasino Tonin e Stefano Serafin, affluivano a Possagno a vedere le collezioni canoviane intenditori e turisti, studenti e collezionisti sia italiani che stranieri, facendo di Possagno uno dei centri turistici trevigiani più animato e vivace.

Dopo la sconfitta di Caporetto, la Grande guerra si è riversata, violenta e terribile, sul massiccio del Grappa e lungo il fiume Piave.

Possagno, assieme a molti altri comuni veneti, ha ricevuto l’ordine dal Comando Supremo di sfollare la popolazione civile, costretta ad emigrare profuga fino a Marsala, in Sicilia.

Il paese è dato in consegna alle truppe francesi, alleate agli Italiani, che lo presidiano.

A Natale 1917, nell’ultima fase della Battaglia d’arresto, una granata di medio calibro, per un probabile errore di gittata, colpisce la Gypsotheca di Possagno: il tetto viene sfondato, la fragilissima collezione dei gessi canoviani, uno dei musei più antichi del Veneto, viene sventrata e ferita. Alcune statue sono completamente polverizzate, un centinaio gravemente rovinate.

Un disastro immenso per la storia dell’arte occidentale, anche perché sono state rovinate alcune delle opere più belle di Canova. E non si tratta di repliche (come possono essere considerati i marmi che Canova faceva e vendeva) ma di originali: i modelli originali in gesso, dai quali Canova faceva trarre dalla sua bottega i marmi.

Appena finita la guerra e riparato il tetto della galleria, una vasta opera di restauro, profusa dal conservatore e custode della Gypsotheca Stefano Serafin, ha consentito di recuperare buona parte dei gessi rovinati e di riaprire il Museo nel 1922, giusto in tempo per festeggiare il centenario di Canova (1757-1822).

Il lavoro di restauro al tetto della Gipsoteca, nella primavera del 2018, vuole consolidare  e rafforzare proprio quel tetto riparato dal bombardamento della Gipsoteca del 1917 e adeguarlo alla normativa antisismica e di sicurezza.

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