Il Museo Canova acquista l’opera del Denina

Carlo Denina, un prete piemontese che “apprese un po’ di teologia antigesuitica”, scrisse tra le altre opere una monumentale Istoria delle rivoluzioni d’Italia (1769-1770), in sei tomi.

Un’opera che alla fine del Settecento, nella temperie della Rivoluzione francese, si leggeva con grande attenzione e curiosità, soprattutto per capire quali contenuti ideologici, quali prassi politiche seguivano i rivoltosi nostrani che si ispiravano ai “fratelli” francesi.

Il primo tomo dell’opera uscì nel 1769, a Torino, cui faranno seguito alla fine del 1769 e nel 1770 il secondo e il terzo, per complessivi ventiquattro libri, completati solo nel 1792 da un venticinquesimo che integra l’opera per il periodo 1713-1792.

L’opera, quasi introvabile oggi, non poteva mancare nella biblioteca di Antonio e dell’erudito suo fratello, l’abate Sartori, sempre attenti alle pregiate ed enciclopediche produzioni editoriali italiane ed europee.

Purtroppo, la biblioteca canoviano-sartoriana è stata ripartita in diversi musei, scuole e istituti religiosi: presso la Fondazione Canova di Possagno non è rimasto praticamente niente.

Ma, recentemente, dal mercato dell’antiquariato, il Museo ha acquistato una edizione originale dei sei volumi dell’opera del Denina che va quindi ad arricchire il già vasto e prezioso patrimonio librario canoviano.

La Istoria delle rivoluzioni d’Italia è probabilmente il lavoro più valido della grandiosa produzione letteraria di Denina con cui egli ha voluto dare un suo contributo alla conoscenza della storiografia filosofica italiana.

Denina analizza non solo i fatti politici, ma tutti i fattori geografici, antropologici e sociologici che determinano i destini degli uomini, dei regni e delle repubbliche (in Italia, ma l’autore ritiene comuni le sorti dell’umanità tutta).

Per stendere l’immenso quadro storico, l’autore utilizzò l’enorme  quantità di materiale di Muratori, di Baronio, di Sigonio, di Biondo, tutti importanti storiografi italici; nell’insieme l’opera ha il pregio di aver messo insieme moltissimi documenti, fonti, testimonianze e ha il valore di essere stata preparata con cura, compilata con passione, annotata con moltissime chiose filosofiche, sociologiche e specialmente economiche che, certo risentono del clima culturale dell’epoca (come per esempio lo studio dell’influsso del clima sulle civiltà), ma ci apre squarci interessanti sugli studi e le ricerche del Settecento illuminista.

Denina era un osservatore attentissimo, possedeva una rara efficacia espositiva, unita a straordinaria capacità di raggruppare e organizzare i fatti di diversa natura.

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