FRAMMENTI DI GUERRA: una prima idea di catalogazione

La conservazione è tra gli obiettivi più importanti del Museo Gypsotheca Antonio Canova, perseguita con la costante manutenzione dell’intero patrimonio di cui è custode. A volte, in seguito a una mal conservazione del passato, si è costretti ad intervenire in maniera più invasiva, attraverso dei restauri volti a rallentare il deterioramento del bene.

Nell’ultimo periodo è stato sviluppato un progetto per una miglior conservazione dei frammenti dei gessi danneggiati durante la Grande Guerra. La Gypsotheca, infatti, nel dicembre del 1917 è stata colpita compromettendo parte delle opere canoviane. Grazie all’intervento dei restauratori Stefano e Siro Serafin, padre e figlio, molte di queste opere vennero ripristinate già nell’immediato dopoguerra. Molti frammenti però, vennero posti su delle casse di legno e collocate nei depositi del Museo. A distanza di più di un secolo è stata avviata una campagna di inventariazione, manutenzione e messa in sicurezza di questi beni per permettere da un lato una miglior conservazione e dall’altro cercare di mantenere vivo il ricordo di cosa è stato l’evento bellico per il Museo e sensibilizzare la società al tema della tutela del patrimonio.

A dar ancor maggior valore al progetto, c’è stato il coinvolgimento di una giovane laureanda, Margherita Basso, che lo ha fattivamente sviluppato facendolo diventare la sua tesi di laurea.

Possiamo così dire che il Museo ha anche l’ambiziosa volontà di coinvolgere nelle proprie attività studenti, studiosi e ricercatori facendo diventare l’Ente centro di approfondimento e studi su Antonio Canova.

Moira Mascotto, Direttrice Museo Gypsotheca Antonio Canova di Possagno

Antonio Canova, Frammento del Genio del Monumento di Clemente XIII. Ph credits Guido Guidi,

“Mi è stata data l’opportunità, per la mia tesi di laurea, di svolgere un lavoro di catalogazione all’interno del Museo Canova.

Questo si basava sulla catalogazione di frammenti che durante i lavori di restauro (attuati dai Serafin dal 1918 al 1922) non avevano trovato collocazione con l’opera originale; questo considerevole lavoro di recupero è stato effettuato dopo la caduta della bomba nel 1917 che ha provocato la conseguente rottura delle coperture esterne della Gypsotheca e dei gessi conservati al suo interno.

I frammenti erano stati collocati all’interno di casse, posizionate nell’archivio canoviano.

Nel mio progetto ho eseguito in primo luogo un lavoro di pulitura dei frammenti da polveri ed eventuali resti superficiali, per poi identificare il reperto cercando di capire la natura dello stesso: attribuendolo per esempio a parti anatomiche, resti di panneggi, parti di capigliatura ecc.

Tentavo poi l’associazione avvalendomi di cataloghi online con foto che ritraevano la Gypsotheca prima dello scoppio della bomba, cataloghi forniti dall’ente e infine confrontandoli direttamente con le opere presenti in Museo; per tentare la collocazione del frammento con l’opera originaria. Questa è sicuramente la fase che mi ha impiegato il maggior tempo ma che mi ha anche dato più soddisfazioni, non è possibile trovare la collocazione di tutti i frammenti perché molti troppo piccoli e privi di dettagli significativi, ma allo stesso tempo per altri è stata possibile l’associazione.

Conclusa questa fase assegnavo allo stesso un nominativo (a seconda della cassa) ed effettuavo una documentazione fotografica, fotografando il frammento da vari punti per dare una maggiore e migliore visione d’insieme.

Catalogavo poi effettivamente il frammento, utilizzando tabelle precedentemente create con dettagli predominanti. Infine, lo mettevo in sicurezza avvolgendolo con del ‘tessuto non tessuto’, nominandolo e ricollocandolo nelle casse originali.

È stata un’esperienza molto arricchente sia a livello personale che professionale, il confronto diretto nonché empirico con i reperti mi ha dato la possibilità di effettuare uno studio approfondito delle opere e mi ha reso consapevole dell’immensa importanza del nostro patrimonio artistico.”

A cura di Margherita Basso

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