Che cosa ci chiedete con più frequenza?

Tra le decine di migliaia di visitatori che affluiscono ogni anno al Museo Canova di Possagno ci sono moltissimi che chiedono allo staff di assistenza e di sala le cose più disparate: dalla possibilità di fare foto alla richiesta di prestito librario, dalle tariffe d’ingresso alla fruizione del parco canoviano…

Ma ci sono anche domande più impegnative sulla tecnica usata da Canova o sulle abitazioni di Canova a Roma o, ancora, sul valore delle sue statue in marmo rapportato in euro.

Recentemente è stato fatto un veloce sondaggio registrando le domande che i visitatori rivolgono nei giorni di maggiore affluenza al museo. Abbiamo raccolto le cinque più frequenti, assegnando per ciascuna una risposta:

1-      Come mai la porta di accesso alla Casa del Canova è chiusa?

RISPOSTA:

Di fronte all’ingresso della sezione “Canova Experience” c’è una delle due porte di accesso alla Casa di Canova (l’altra si trova nel porticato, a due passi dalla biglietteria).

Si tratta di una delle porte più vecchie del Museo e sicuramente risale all’epoca in cui visse Canova.  Per aprire quella porta, durante gli orari di visita, occorre azionare il “saltarello”, la tipica chiusura delle porte di area veneta (ma diffusa anche in tutto il territorio nazionale). Occorre afferrare la maniglia in ferro e col pollice abbassare.

 

2-      Cosa sono tutti quei buchi sulle statue in gesso?

RISPOSTA:

In realtà non si tratta di buchi ma di chiodi in bronzo, le cosiddette repère, usate da Canova (o, forse, dovremmo dire: dagli esperti gessini che lavoravano nello Studio di Canova) nei punti topici delle figure. Servivano per prendere le misure, attraverso il pantografo, del modello in gesso e trasferirle nel marmo, in modo che il marmo diventasse l’esatta copia del gesso.  Per chi visita il Museo di Possagno, chieda di poter accedere alla ricostruzione dell’atelier con una guida esperta (ce ne sono almeno quattro ogni fine settimana) e così potrà comprendere questa tecnica che Canova non inventa e che anzi usavano già i Greci antichi. Trovate le nostre guide spontanee a questo link: https://www.museocanova.it/mec-category/guide-spontanee/

 

3-      Che pianta è quella che ha tutta una grande chioma nel cortiletto del pozzo?

RISPOSTA:

Nel cortiletto del pozzo, all’interno del Museo di Canova a Possagno, in un’aiola defilata e stretta vive rigogliosa una Cryptomeria japonica, una pianta della famiglia Cupressaceae, originaria dell’Asia, unica specie nota del genere Cryptomeria.  Si tratta di un albero sempreverde di grandi dimensioni che può raggiungere anche notevoli altezze, fusto diritto, corteccia di colore rosso-brunastro. La chioma (particolarmente appariscente quella in Museo a Possagno) è piuttosto densa con foglie lesiniformi lunghe circa 20 mm, disposte a spirale sui rametti, di colore verde chiaro. I frutti sono piccoli strobili di forma globosa, dotati di scaglie spinose all’apice e contenenti piccoli semi che ricordano quelli del cipresso.  Era una moda di fine Ottocento piantumare essenze arboree esotiche: nel Giardino e nel Parco del Museo Canova ce ne sono altre di curiose provenienze.

4-      Canova si è mai sposato?   Ha avuto figli?

RISPOSTA:

Dalle biografie di Canova, numerose e di varia provenienza, non conosciamo figli nati da Canova; mentre abbiamo notizie di molte donne che sono state, diciamo così, vicine a Canova. Dalle giovani possagnesi  Lauretta e Bettina alla bella mora Domenica Volpato, alle ben note Delfina de Custine, Luisa Stolberg e Giulietta Récamier con le quali l’artista ebbe numerosi diretti incontri e un nutrito scambio di lettere. E, forse, la più vicina ad una liaison duratura fu Teresa Tambroni della nota famiglia di banchieri romani.  Nel dicembre del 1794 (avevas 37 anni), al suo amico veneziano Giuseppe Falier, compagno di giochi infantili, Canova scriveva dopo numerose esperienze affettive andate in fumo: “moglie spero di non prenderla più, o almeno, se lo dovessi fare, la prenderei avanzata per poter vivere sempre quieto ad attendere alla mia arte che tanto amo e che esige tutto l’uomo senza perdita di un momento”.

 

5-      Dov’è l’Amore e Psiche con le ali aperte?

RISPOSTA:

Canova ha scolpito in marmo due copie dell’Amore e Psiche giacenti (con le ali aperte): una si trova all’Ermitage di Pietroburgo e l’altra al Louvre di Parigi.  Il gesso, purtroppo, non fa parte delle collezioni della Gipsoteca di Possagno (non c’è mai stato, anche se molti dicono e ripetono che lo hanno visto proprio qui, nel nostro Museo) ma al Metropolitan Museum di New York.  Il modello in gesso dell’Amore e Psiche stanti, invece, si trova a Possagno, nell’Ala Scarpa della Gypsotheca; mentre le repliche in marmo sono due, una al Louvre e l’altra all’Ermitage.

E voi cosa vorreste sapere? Fatecelo sapere commentando di seguito e vi risponderemo nelle prossime settimane!

 

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