Anche gli Dei soffrono per amore

La cultura classica fu la principale fonte di ispirazione di Canova, e l’amore, soprattutto quello tormentato, fu uno dei temi da lui prediletti. Lo scultore con la sua capacità artistica seppe concentrare e unire questa scintilla mitologica e letteraria eternandola nel marmo. La mitologia classica è basata sulle passioni, su amori tragici per non dire tragicomici. Come nelle moderne storie d’amore anche gli dei e le dee non sono stati risparmiati dalla follia e dal tormento che spesso accompagna questo sentimento.

 

Canova in alcune delle sue opere più famose seppe interpretare in modo eccelso questa pena, questo smarrimento verso la vita. Gli dei degli antichi greci e romani, si sa, non solo avevano virtù e poteri sovraumani, ma anche i loro capricci e le loro vendette erano amplificate. Il ‘e vissero tutti felici e contenti’ non sempre veniva raggiunto e le loro disavventure amorose ci ricordano che non siamo solo noi comuni mortali a soffrire per una storia finita male.

Il pantheongreco è un ampio sguardo sui vizi umani che riflettono le pene odierne in modi inspiegabilmente vicini alla nostra grammatica sentimentale. Storie che fanno apparire Romeo e Giulietta una sitcom a confronto: Dei gelosi che per amore compiono azioni inimmaginabili, che rapiscono e si vendicano accecati dalla loro passione. L’amore è un sentimento complicato e difficile da gestire e, la maggior parte delle volte, fa star male. Niente che pizza e Netflix non possano risolvere ovviamente.

 

Solamente guardando il gruppo scultoreo “Venere e Marte”, commissionato nel 1813 per Re Giorgio IV d’Inghilterra in celebrazione al rinnovato clima di pace, si percepisce l’amore di Venere e tutto il sentimento che prova verso un amante già pronto alla guerra, già pronto ad andarsene. Due forze che si contrastano: la Dea mollemente appoggiata all’amato, Marte già pronto a scappare. Il mito vuole che i due amanti uniti portino pace sulla terra, ma ad ogni incontro il Dio è già preparato per il prossimo conflitto.

Lei che vorrebbe attenzioni, lui che non le concede: un clichéspesso utilizzato in letteratura, nel teatro e in importanti pellicole cinematografiche, che però prende spunto dai più intimi sentimenti umani.  L’amato che se ne va e poi ritorna, la solita minestra riscaldata direbbero alcuni, ma come resistere ad una forza inspiegabile che ci muove verso un’altra persona? Certi amori ‘fanno giri immensi e poi ritornano’, e si prova a resistere, a dire che dare una seconda possibilità non è la scelta giusta. Ma «il cuore ha le sue ragioni che la ragione non conosce»[1],e spesso si ricade nelle vecchie conoscenze pentendosi poco dopo. E come non pensare a Miley Cyrus e Liam Hemsworth, bellissima coppia hollywoodiana incontratasi durante le riprese di un film. Dopo innumerevoli tira e molla, e reciproci tradimenti, convolano a nozze per poi lasciarsi e divorziare dopo poco più di un mese.

Canova nel suo gesso sembra far trasparire tutti questi sentimenti, questo estremo bisogno di sicurezze nella leggera ed eterea figura di Venere, adagiata mollemente sul possente e virile Marte. Lei sempre pronta ad aspettarlo, lui sempre pronto ad usarla nei momenti di noia.

 

Sempre Venere è, insieme ad Adone, la protagonista di un altro famosissimo mito. Un amore finito in tragedia: lei che cerca di dissuadere l’amato, di salvarlo dalla sua passione per la caccia, lui incapace di ascoltare i suoi avvertimenti facendosi bastare il suo amore per lei. Certamente una delle più belle opere d’arte ispirata alla storia è il gruppo statuario Venere e Adone, in cui l’artista riuscì in modo magistrale a cogliere il congedo nello sguardo dei due amanti, un saluto che si rivelerà essere un addio. Lui appare come una colonna forte, una protezione a cui la bella Dea si appoggia. Adone ne cinge il fianco, ma il suo corpo è già proteso verso il suo triste destino. Tutto è sospeso, fermo ed eterno; il momento precedente ad una grande sofferenza, quella della perdita dell’amato.

Quando ci si lamenta del “non essere ascoltati” o “capiti” dal proprio partner, possiamo consolarci pensando che neanche la Dea della bellezza riuscì nell’arduo compito.

 

E cosa pensare di Teseo, nella Gypsotheca rappresentato con il Minotauro poco dopo averlo ucciso. Un re Ateniese che promette un fantastico amore alla giovane ed ingenua Arianna, destinata ad essere abbandonata e ingannata.  Come la famosissima Rihanna che poco tempo fa si era detta pronta a sposare e ad avere figli per poi, secondo fonti private, essere lasciata dopo tre anni di relazione dal Saudita Hassan Jameel.

 

La storia di Amore e Psiche, rappresentata da Canova in due modi diversi, è forse la più conosciuta delle storie d’amore mitologiche. Psiche, bellissima e mortale ragazza, suscita la gelosia dell’altrettanto bella e divina Venere. Quest’ultima chiede al figlio Amore di colpirla con una freccia per farla innamorare dell’uomo più brutto e avaro della terra. Il Dio, che aveva sempre lanciato le frecce a casaccio, colpisce per sbaglio il proprio piede innamorandosi perdutamente della fanciulla. Cosa succede se l’amore incontra l’anima?

La storia è una metafora dell’eterna lotta tra istinto e razionalità, tra cervello e cuore; una delle poche a lieto fine dopo un inseguimento disperato.

Amore e Psiche stanti non è l’opera più famosa di Canova riguardante questa storia, ma è certamente la prova della sensibilità dell’artista nel trattare la materia prima. Canova scolpisce i due innamorati in modo puro e innocente, eternando l’amore spirituale che nasce al di là del corpo e della sensualità ed esplicitando la difficoltà di unire l’istinto e la razionalità quando in gioco ci sono i sentimenti.

 

Forse ce ne dimentichiamo, ma tutti soffrono per amore, in modi diversi e con conseguenze diverse. La mitologia classica è ricca di questi riferimenti e anche oggi, così come Canova, ci sentiamo vicini agli dei, alle loro debolezze e ai loro difetti.

 

Io odio e amo. Forse ti chiederai

come sia possibile;

non lo so, ma sento che è così

avviene e mi tormento.[2]

 

Così il poeta Catullo, nel suo celebre Carme 85,spiega la sofferenza e i contrasti all’interno di un’anima innamorata sottolineando la presenza preponderante di un componente fortemente irrazionale e devastante. Un elemento che tormenta e che fa soffrire.

Quindi, se neanche gli Dei, esseri per definizione superiori ai semplici uomini, non sono riusciti a scappare dalle pene d’amore come possiamo esserne immuni?

 


 

E per sapere tutto, ma proprio tutto, degli Dei e degli Eroi che animano la nostra Gyspotheca ecco alcuni titoli anche se la bibliografia è ovviamente sterminata…

  • Il grande racconto dei Miti Classici di Andrea Bettini
  • Miti greci e di Roma Antica di Angela Cerinotti
  • Il dono di Arianna di Marta Morazzoni
Non ci resta che consigliarvi buona lettura!

 

[1]Blaise Pascal, Pensieri, a cura di P. Serini, Einaudi, Torino, 1967, pag. 59

[2]Catullo, Carme 85

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