Il Restauro della Gypsotheca – 2018

Il Restauro della Gypsotheca – 2018

Lavori di manutenzione straordinaria

Restauro conservativo della copertura dell’Ala Lazzari

Dal 9 aprile all’agosto 2018 Comune di Possagno e Fondazione Canova hanno dato avvio ad un’intervento storico di restauro conservativo della Gypsotheca, in particolare la copertura dell’Ala Lazzari.

Le opere solitamente esposte nella sala d’ingresso e nella prima campata della Gypsotheca sono state spostate e riallestite nelle altre sale del Museo.

Il Museo rimane sempre aperto e visitabile, troverete un solo percorso di visita diverso per l’accesso alla Gypsotheca e una decina di opere protette da ponteggi. Sono sempre aperti e visitabili i percorsi espositivi alla Casa Natale, in Ala Scarpa, in Ala Gemin con la mostra sulla Grande Guerra, il progetto sul museo digitale Canova Experience e gran parte dell’Ala Lazzari.

Ci scusiamo per il disagio e vi auguriamo buona visita!

Il Lascito della Grande Guerra

La Gypsotheca di Possagno è nata nel 1834 per ospitare la collezione completa dei modelli originali in gesso che si trovava nello Studio di Canova a Roma, quando morì l’artista.
La grandiosa galleria, a forma di basilica, venne fatta costruire dal fratello di Canova, Giovanni Battista Sartori, su progetto dell’architetto veneziano Francesco Lazzari.

Dopo la sconfitta di Caporetto, la Grande guerra si è riversata, violenta e terribile, sul massiccio del Grappa e lungo il fiume Piave.
Possagno ha ricevuto l’ordine dal Comando Supremo di sfollare la popolazione civile, costretta ad emigrare profuga fino a Marsala, in Sicilia.
Il paese è dato in consegna alle truppe francesi, alleate agli Italiani, che lo presidiano.
A Natale 1917, nell’ultima fase della Battaglia d’arresto, una granata di medio calibro, per un probabile errore di gittata, colpisce la Gypsotheca di Possagno: il tetto viene sfondato, la fragilissima collezione dei gessi canoviani, uno dei musei più antichi del Veneto, viene sventrata e ferita.
Alcune statue sono completamente polverizzate, un centinaio gravemente rovinate. Un disastro immenso per la storia dell’arte occidentale, anche perché sono state rovinate alcune delle opere più belle di Canova.
E non si tratta di repliche (come possono essere considerati i marmi che Canova faceva e vendeva) ma di originali: i modelli originali in gesso, dai quali Canova faceva trarre dalla sua bottega i marmi.

Appena finita la guerra e riparato il tetto della galleria, una vasta opera di restauro, profusa dal conservatore e custode della Gypsotheca Stefano Serafin, ha consentito di recuperare buona parte dei gessi rovinati e di riaprire il Museo nel 1922, giusto in tempo per festeggiare il centenario di Canova (1757-1822).

Il lavoro di restauro al tetto della Gypsotheca, nella primavera del 2018, vuole consolidare e rafforzare proprio quel tetto riparato dal bombardamento della Gypsotheca del 1917 e adeguarlo alla normativa antisismica e di sicurezza.

Gli interventi del restauro

Restauro della copertura lignea e trattamento e restauro delle travature lignee esistenti.
Subito dopo la Grande Guerra, i morali, le tavelle, le travi, i coppi del tetto squarciato dal bombardamento del 1917 sono stati restaurati. Il tetto, almeno nella sezione di impatto della granata, risulta essere stato riparato con l’aggiunta di materiali non pertinenti che vanno tolti così da alleggerire la volta; inoltre risulta necessario restaurare la travatura e gli incastri lignei nella muratura ammalorati da infiltrazioni d’acqua e migliorare l’ancoraggio fra struttura del tetto e muratura della Gypsotheca così da rendere unitario il corpo dell’edificio.

Consolidamento e rinforzo delle murature mediante iniezioni, inserimento di diatoni, tiranti e cuciture armate.
Era necessario intervenire a consolidare le pareti lunghe dell’ala basilicale della Gypsotheca, erette tra il 1834 e il 1836: dall’epoca della costruzione, nessuno mai era intervenuto a loro supporto, nonostante le numerosi sollecitazioni apportate alla struttura dai terremoti che si sono succeduti e dal bombardamento della Grande Guerra.
Le lunghe pareti della Galleria sono diventate anche un elemento dell’allestimento museale: in doppio ordine espositivo, infatti, sono appoggiati, su apposite staffe, i numerosi e straordinari bassorilievi di Canova.

Smontaggio e pulizia dei bassorilievi a parete.
Nell’ambito dei lavori del Museo Canova a Possagno, per poter intervenire nel consolidamento della muratura laterale, si devono necessariamente smontare dai supporti a parete i grandi bassorilievi canoviani:
per la direzione del Museo Canova è un’occasione irripetibile per poter ammirare opere che di solito sono ad un’altezza eccessiva al visitatore. Ibassorilievi per l’occasione, vengono puliti, restaurati, fotografati.

Rifacimento del manto di copertura in coppo con isolamento della struttura esterna.
Per la ricopertura con coppi del tetto, il cantiere potrà trovare i materiali più adatti proprio a Possagno, paese che vanta una secolare tradizione nella fabbricazione di laterizi sia per la copertura che per la costruzione.
Viene ora fornito anche l’isolamento della struttura esterna per consentire il risparmio energetico e dare maggiore funzionalità ed economicità all’impianto di climatizzazione del Museo.

Sistemazione struttura dei lucernari e messa in sicurezza degli stessi.
La sala ottocentesca della Gypsotheca è illuminata solamente da tre ampi e profondi lucernari che uniscono, in linea verticale, con finestre vetrate quadrangolari, il tetto esterno e la volta interna.
Dalla loro costruzione, nella prima metà dell’Ottocento, i lucernari della Gypsotheca non hanno avuto particolari interventi di restauro: vanno ora sistemati e messi in sicurezza.

Realizzazione di strutture indipendenti per il sostegno della falda di copertura e della volta sottostante.
Il progettista della Gypsotheca (probabilmente l’architetto veneziano Francesco Lazzari) ha voluto che la galleria avesse una volta a botte, con i lacunari, completamente dipinta di bianco, come richiedeva lo stile neoclassico. La volta, interamente fatta in legno è attualmente ancorata al tetto soprastante, con l’effetto che la deformata della struttura portante ha creato dissesti anche alla volta interna.
L’intervento attuale prevede di rendere autonome le due coperture, inserendo nuove travature per la struttura di falda in modo che sopportino solo i carichi permanenti e quello della neve mentre la vecchia struttura lignea rimane in sede a sostenere solo il peso della volta.L’intonaco interno sarà restaurato e saranno eliminate crepe e cavillature provocate nel tempo da cedimenti e flessioni della struttura lignea.Le murature verranno consolidate mediante iniezioni di calce.