Alle origini della Gypsoteca di Canova

“Alle origini della Gipsoteca canoviana di Possagno” è il titolo della tesi triennale di Vittorio Frighetto, studente all’ università di Padova e, per un periodo, tirocinante presso il museo Antonio Canova.

In questo elaborato si ripercorrono le vicende che hanno portato alla nascita della Gipsoteca, ossia l’edificio che ospita i gessi canoviani. Costruita tra il 1834 e il 1836 dall’architetto veneziano Francesco Lazzari, su commissione di Giovanni Battista Sartori, essa sorge al centro del giardino di casa Canova. La struttura dell’edificio, tipicamente neoclassico, appare, all’esterno, molto austera, mentre al suo interno, si rivela allo sguardo del visitatore, come un luogo sacro: l’architettura, connotabile con quella di una basilica romana, il biancore delle pareti, la luce naturale e la maestosità delle opere contribuiscono a corroborare questa sensazione.

Nella prima parte della tesi viene presentata la figura di Giovanni Battista Sartori, fratello di Canova, che dopo la morte di Antonio, scelse Possagno come sua residenza. Personaggio chiave nella storia della Pedemontana, Sartori portò a termine il grandioso Tempio, secondo le indicazioni lasciate dal fratello, e ideò la gipsoteca, per fare in modo che «la patria di Canova non si senta interamente di averlo perduto»1.

La seconda parte dell’elaborato descrive la disposizione delle opere nella “prima” Gipsoteca. L’allestimento originario, più denso e affollato di quello odierno, fu influenzato dal volere dell’abate Sartori di mettere in risalto le opere a carattere religioso. Esso prevedeva: le opere stanti disposte parallelamente alle pareti, sopra di esse, su lunghe mensole, i busti e a un livello ancora superiore i bassorilievi.

La tesi si conclude riassumendo gli interventi voluti da Sartori a Possagno, tra cui il riassesto della rete stradale, la costruzione del piazzale antistante al Tempio e lo “stradone”. Quest’ultimo ha permesso di unire fisicamente il museo e la maestosa chiesa, creando un iter simbolico all’interno della vita di Canova.

Nelle pagine finali del lavoro di Frighetto è possibile trovare la trascrizione dei pagamenti per la costruzione della gipsoteca, tratti dal Registro dei Conti del Sartori, dall’anno 1829 all’anno 1836.

Grazie per essere stato con noi Vittorio e per il tuo prezioso contributo!

1 G.J. Ferrazzi, Nelle solenni esequie di monsignore Giambattista Sartori-Canova vescovo di Mindo celebrate in Crespano il 3 agosto 1858, Bassano, 1858

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *